sabato 28 marzo 2009

Terence hill compie 70 anni

Terence Hill e i suoi primi settant'anni

L'attore è nato il 29 marzo 1939. Protagonista con Bud Spencer di molti film spaghetti western


Terence Hill nei panni di Don Matteo (Ansa)
MILANO - Compie settant'anni Don Matteo. Ma anche Trinità, il Magnifico, e una volta pure Don Camillo. Settant'anni di Terence Hill, che l'anagrafe chiama Mario Girotti e che per tutto il resto del mondo è il biondino dagli occhi di ghiaccio compagno d'avventure e scazzottate della montagna Bud Spencer.

DON MATTEO - Da dieci anni, i cazzotti hanno lasciato il posto ai buoni sentimenti. Terence Hill indossa la tonaca di Don Matteo, sacerdote sveglio, generoso, e un po' detective nella fiction Rai. Veneziano di madre tedesca, Mario alias Terence trascorre l'infanzia in Sassonia a Dresda, dove sopravvive ai bombardamenti della II Guerra mondiale.

La coppia con «Lo chiamavano Trinità»
La coppia con «Lo chiamavano Trinità»
IL DEBUTTO - È nel 1951 con il film di Dino Risi Vacanze con il gangster. Da quel momento recita per mantenersi agli studi di Lettere classiche, che poi alla fine abbandona definitivamente per il cinema. Nel 1963 Luchino Visconti lo sceglie per una parte ne Il Gattopardo. Da lì è solo cinema con film comeE poi lo chiamarono il Magnifico, Lo chiamavano Trinità, il seguito Continuavano a chiamarlo Trinità, Altrimenti ci arrabbiamo, così come Io sto con gli ippopotami, 1979, Chi trova un amico trova un tesoro (1981) ed il simpatico Don Camillo (1983). In 19 pellicole ha condiviso lo schermo con Bud Spencer.

lunedì 23 marzo 2009

Sky tenta il colpo Celentano

Fink: "Al via quattro nuovi canali. Bongiorno? Un numero uno"
La tv di Murdoch offre agli artisti opportunità che altrove non hanno

Celentano, sogno d'autunno di Sky
"Ma non parlate di guerra televisiva"

di LEANDRO PALESTINI


Celentano, sogno d'autunno di Sky "Ma non parlate di guerra televisiva"

Adriano Celentano

ROMA - A Sky puntano al colpo grosso: Adriano Celentano in autunno. "Mai dire mai. Celentano? Leggo spesso questo nome. A chi non piacerebbe". Con il suo sorriso di ferro Katryn Fink, australiana, diretta emanazione di Rupert Mordoch, conferma che è in corso una guerra tv. Direttore dei programmi di Sky, tra le donne più potenti della tv (gestisce un'ottantina di canali tra Sky Mondo e Pay per view), la Fink rivela che dal firmamento satellitare di Murdoch partiranno presto nuovi canali di intrattenimento, in inevitabile rotta di collisione con Rai, Mediaset e La 7.

SkyUno è solo l'inizio?
"SkyUno è un primo tassello. La nostra offerta si arricchirà di quattro canali innovativi. L'8 aprile nascerà "Live", dedicato ai concerti: da Vasco Rossi Live in esclusiva, fino a Giusy Ferreri. Poi jazz, pop, rock 24 ore su 24. Editore di "Live" sarà Alessandro Giglio. Da fine maggio Sky Uno sarà replicato (un'ora dopo) su quello che oggi è Sky Show. Altri canali partiranno in luglio: uno per i bambini, un altro di intrattenimento e divulgazione, un altro ancora si occuperà di musica in una chiave inconsueta".

Una dichiarazione di guerra a Mediaset e Rai?
"No, non parlerei di guerra. Noi costruiamo la nostra offerta. Semmai si tratta di normale concorrenza, avviene ovunque nel mondo. La concorrenza è positiva, anche per lo spettatore".

Mike Bongiorno "divorzia" da Mediaset: lo ingaggiate?

"Noi non facciamo collezione di figurine tv. Facciamo cose innovative, offriamo agli artisti opportunità che non hanno potuto sfruttare. Puntiamo alla complementarità tra artista e progetto. Mike? Lui è un pezzo importante della storia della tv italiana. È un numero uno. Ma non ci sono progetti di quiz con il Signor Mike".

Cosa farà Giorgio Panariello?
"Difficile spiegarlo. Nei mini-show lo si riconoscerà dalla voce e poi... non dico altro per non rovinare la sorpresa".

Auditel vi attribuisce il 10% di share. Pochi?
"Per noi contano gli abbonati, la sperimentazione di nuovi programmi con artisti di livello. L'Auditel? Uno strumento imperfetto. Lo utilizziamo, ma come ha spiegato Tom Mockridge (ad di Sky Italia, ndr) ci sono cose da cambiare. E non sta a me dire se sia il caso di uscire dall'Auditel".

Ingaggi milionari. Berlusconi furioso. Fiorello fa aumentare almeno gli abbonati?
"Non so cosa abbia detto davvero quel giorno Berlusconi a Fiorello. Gli abbonati? Manca poco al tetto dei 5 milioni (4.7 per l'esattezza). Non so che incremento dia Fiorello, ma i tassisti non parlano d'altro: dicono che chi non si è abbonato si abbonerà...".

mercoledì 18 marzo 2009

Yuppi du ancora in cima alle classifliche

Yuppi du continua a sorprendere tutti...a 7 mesi dall'uscita continua a ad essere nei primi posti dei dvd musicali più venduti. Questa settimana è 7!!!!

venerdì 13 marzo 2009

L'animale a quota 200.000 copie


"L'animale" ha superato quota 200.000 copie vendute dalla data di uscita...ottimo risultato per un best dopo tanti

sabato 7 marzo 2009

Explorer in windows.....ADDIO!!!!!!!!!!!!!

A questo punto il pensiero corre con facilità allo scontro tra Microsoft e la Comunità Europea che, sollecitata da Opera, si prepara a decidere del destino dell'integrazione fra IE e Windows. La nuova caratteristica di Seven potrebbe insomma essere facilmente letta come il tentativo di Microsoft di scongiurare l'ennesimo scontro con le norme antitrust europee, giocando d'anticipo e provando a zittire una volta per tutte i tanti detrattori che da anni si lamentano della scelta di default di IE.

Con Windows 7 Microsoft vorrebbe giocarsi le sue carte molto meglio di quanto abbia fatto con Vista, e l'approccio rimane quello dell'ascolto totale anche e soprattutto per quanto riguarda le esigenze del settore enterprise, in buona parte ancora fermo a Windows XP e poco intenzionato a fare lo switch a Vista.

Gli utenti business vogliono avere la possibilità di integrare il software di riproduzione dei DVD sul sistema? Microsoft acconsente e programma. La modalità di cifratura BitLocker-to-go per i drive rimovibili causa preoccupazioni per le possibili difficoltà di accedere ai drive da versioni precedenti di Windows? Microsoft lavora sul supporto di XP e Vista per permettere l'utilizzo dei dispositivi di storage in modalità di sola lettura.

Alfonso Maruccia

giovedì 5 marzo 2009

eMule 0.49c disponibile per il download



Dopo un brevissimo periodo in fase beta, la versione definitiva di eMule 0.49c si rende disponibile per il download attraverso il sito ufficiale del progetto e dai server del principale portale italiano dedicato al celebre client peer-to-peer.

Tra le migliorie apportate vanno segnalate la possibilità di vedere in anteprima il contenuto di un’immagine ISO e dei file RAR autoestraenti, oltre all’integrazione di alcuni sistemi di sicurezza presenti in Windows Vista, come il Data Execution Prevention e l’Heap Corruption Detection.

È ora anche possibile sapere, in qualsiasi momento, la data esatta in cui un file è stato aggiunto alla lista dei download, attraverso una nuova colonna presente nella schermata di riepilogo dei trasferimenti.

Qualche ritocco è stato apportato anche al funzionamento del client sulla rete Kad, agli strumenti per la tutela della privacy, al sistema UPnP per l’apertura delle porte dedicate ai trasferimenti e alla gestione delle cartelle e dei file posti in condivisione.

A tal proposito, a partire da questa versione sarà possibile rendere disponibili agli altri utenti singoli documenti o directory attraverso intuitive operazioni di drag’n'drop, oltre che mantenere le informazioni di condivisione di un disco esterno anche dopo che questo viene spento o disconnesso dal PC in uso.

Il programma è scaricabile da QUI

martedì 3 marzo 2009

RIAA, ora sul banco degli imputati

Roma - Hanno impugnato il sistema giudiziario con l'intento di allestire un clima di terrore e di disseminare il panico fra i cittadini della rete, si sono coalizzate per non lasciare che nuove tecnologie e nuove abitudini rosicchino un modello di business che non sanno più sostenere. Questa l'accusa scagliata da una cittadina statunitense contro le compagnie discografiche e contro la RIAA: difenderà le proprie argomentazioni in tribunale in una controdenuncia sporta contro coloro che la accusavano di violazione della proprietà intellettuale.

Ha denunciato l'industria della musica. Ha denunciato una manciata di etichette, RIAA e Safenet, l'azienda che controlla Mediasentry. I ruoli si sono capovolti: Shahanda Moelle Moursy si difendeva in un processo. Nel 2007 era stata riscontrata una violazione a mezzo Limewire. Mediasentry, il braccio armato dell'industria amputato da poche settimane, aveva scandagliato la cartella dei file condivisi di Moursy, aveva individuato in capo all'indirizzo IP a cui corrispondeva la sua macchina 498 file audio, abbandonati alla mercé dei downloader. A seguito di una denuncia contro ignoti il provider che aveva assegnato l'indirizzo IP all'abbonamento, il fornitore di connettività dell'Università statale della Carolina, era stato chiamato a testimoniare e aveva rivelato il nome della giovane. I detentori dei diritti hanno giocato le loro carte, hanno espresso le loro proposte per appianare il contenzioso, come consuetudine. Moursy aveva respinto al mittente ogni tentativo di patteggiare ed era stata raggiunta da una denuncia.

Moursy ha ribattuto all'industria con una controdenuncia. Le etichette e Mediasentry, ora noto come Safesearch, sarebbero sconfinate nella proprietà privata della donna, attraverso Mediasentry avrebbero avuto accesso ad una rete di computer senza autorizzazione, avrebbero frugato nella cartella dei file condivisi di Moursy, avrebbero ingaggiato delle pratiche commerciali scorrette.
La donna ricostruisce a favore del tribunale le procedure con cui l'industria dei contenuti era solita rivolgersi agli utenti, descrive le strategie dei detentori dei diritti come tasselli di una campagna che sarebbe volta a intimidire i netizen. In primo luogo chiama in causa Mediasentry: i metodi imbracciati dall'azienda per indagare sui nodi del P2P sarebbero illegali, così come stabilito in numerose occasioni al di qua e al di là dell'Atlantico. Non ci sarebbe modo, denuncia Moursy, di verificare che gli indirizzi IP rastrellati siano stati protagonisti di alcuna violazione, non ci sarebbe modo di attribuire la responsabilità di alcuna azione ad un singolo individuo: "gli ISP non possono in alcun modo conoscere le identità della persona o delle persone che starebbero usando il computer o la rete di computer nel momento dell'irruzione da parte delle case discografiche". L'indirizzo IP, argomenta infatti Moursy, non rappresenta un cittadino ma l'intestatario di un abbonamento.

Nel momento in cui il tribunale abbia ordinato al provider di snocciolare i nomi, nel momento in cui l'industria dei contenuti abbia provveduto a mettersi in contatto con la persona artificiosamente ricollegata all'indirizzo IP, entrerebbero in gioco le pratiche commerciali mirate a "estorcere denaro alle persone identificate per mezzo dell'azione legale condotta in segreto". Farebbero leva sulla disparità di risorse legali, farebbero leva sulla disparità di risorse monetarie: suggerendo ai netizen di accettare di chiudere il caso con un accordo extragiudiziale che preveda un rimborso in denaro, sottilmente paventano l'eventualità di coinvolgerli in un processo lungo e dispendioso. Non guarderebbero in faccia a nessuno, spiega Moursy: canute digitaldivise e minori inconsapevoli, RIAA non risparmierebbe nemmeno disabili e malati. "Molte di queste vittime - affonda Moursy - non hanno idea di come far funzionare un computer, figuriamoci se sono in grado di installare e usare un software per scambiare della musica che in ogni caso non ascolterebbero".

RIAA e le etichette hanno chiesto al tribunale di sbaragliare le accuse mosse da Moursy: si tratterebbe, spiegano nella mozione, "di un tentativo poco più che ambiguo da parte della difesa di far condannare l'accusa per i loro legittimi tentativi di far valere il loro copyright".